Despair is the fate of the realists who know something about sin, but nothing about redemption.
Self-righteousness and irresponsibility is the fate of the idealists who know something about the good possibilities of life, but know nothing of our sinful corruption of it

(Reinhold Niebuhr)

venerdì 5 aprile 2013


«Ora andrò lontano su al Nord, a giocare al Grande gioco». Nel romanzo Kim del 1901, lo scrittore britannico Rudyard Kipling racconta la storia di un giovane tredicenne che nell'India coloniale del XIX secolo si barcamena tra intrighi e spie. Lo sfondo delle avventure di Kim è l'intricato scontro di potere tra servizi segreti inglesi e russi per il controllo dell'Asia Centrale. Il piccolo orfano si trova invischiato in quello che un ufficiale dell'esercito britannico, Arthur Connolly, morto tragicamente a Bukhara qualche anno dopo, definì come il «Grande gioco» (reso celebre dall'omonimo romanzo storico di Peter Hopkirk). 
Seppur il quadrante geopolitico e le condizioni storiche siano anche profondamente cambiate, il trentenne Supremo Leader della Corea del Nord è impegnato in questi giorni in una serie di forti provocazioni nei confronti della comunità internazionale. Kim Yong Un ha iniziato il suo «Grande gioco». Nel quale sembra davvero divertirsi, a differenza delle principali potenze internazionali. Non solo Stati UnitiGiappone Corea del Sud mostrano preoccupazione per una tale situazione, ma anche Cina Russia iniziano a mostrare non pochi malumori verso il giovane dittatore nordcoreano.

Molto probabilmente, gli allarmi e le bellicose dichiarazioni rientreranno appena Kim Yong Un sarà riuscito a rafforzare la propria autorità all'interno del regime, in particolare di fronte alle alte gerarchie dell'esercito. La dittatura comunista, infatti, rischierebbe soltanto di crollare in brevissimo tempo, qualora dovesse insorgere un casus belli che determini un attacco di risposta da parte giapponese o americana. Certo è, però, che l'imprevedibile - ma, non per questo, meno razionale - comportamento di Kim Yong Un potrebbe determinare una pericolosa escalation. Un'escalation preoccupante proprio perchè, riproponendo dinamiche internazionali che già si erano vissute in Asia Centrale nell'Ottocento, potrebbe destabilizzare un sub sistema regionale tanto cruciale, quanto già segnato da forti tensioni e rivalità. 
Il «Grande gioco» raccontato da Kipling e Hopkirk non è frutto di immaginazione letteraria. Proprio come quello a cui sta giocando il dittatore nordcoreano. Ma, sinceramente, non è desiderabile che il nuovo Kim diventi protagonista di qualche futuro romanzo storico o d'avventura. 
* Questo post è già apparso su Linkiesta il 4 aprile 2013.  




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