Despair is the fate of the realists who know something about sin, but nothing about redemption.
Self-righteousness and irresponsibility is the fate of the idealists who know something about the good possibilities of life, but know nothing of our sinful corruption of it

(Reinhold Niebuhr)

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giovedì 20 settembre 2012

Ma è davvero antipolitica?




Non passa giorno che, sfogliando un quotidiano o guardando la tv, non ci si imbatta in un’espressione che ormai è diventata quasi familiare: antipolitica. L’Italia – secondo le (più o meno) raffinate diagnosi dei notisti politici o nelle chiacchiere da bar dell’uomo della strada –sembra ormai inguaribilmente affetta da disaffezione e estraneità dalla politica. Ma, ciò che tiene in ostaggio il sistema politico italiano e sottolinea i sintomi di un’evidente crisi della rappresentanza, è davvero antipolitica? [continua a leggere]

martedì 19 giugno 2012

E se avesse ragione Churchill?







«Mi piacciono gli italiani, vanno alla guerra come fosse una partita di calcio e vanno a una partita di calcio come fosse la guerra»  
(Winston Churchill)

sabato 17 marzo 2012

Gli ultimi re di Scozia






Italia-Scozia: 13-6. Pieno controllo della partita e un po' di sana sofferenza regalano alla nazionale di Jacques Brunel la prima vittoria nel 6 nazioni 2012. Il cucchiaio di legno, poco adatto all'ottima cucina italiana, va a Edimburgo. Grande metà di Venditti davanti agli spettatori giunti all'Olimpico di Roma. Ma con un cognome del genere, non poteva essere altrimenti: omen nomen. Dopo un torneo fatto di tante disattenzioni e di una forte carica agonistica solo nella prima parte dei match, questa è una vittoria che da coraggio per il futuro del progetto del coach che ha reso grande Perpignan in Top 14. Gli ultimi re di Scozia!



giovedì 8 marzo 2012

Il naufragio dello Ius Gentium







Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò del San Marco accusati di aver ucciso dei pescatori lo scorso 15 febbraio, sono in un carcere in India dal 6 febbraio. Il fatto è avvenuto in acque internazionali, i nostri soldati hanno agito nell'ambito delle loro funzioni (quindi, sono naturalmente soggetti alla legge italiana), ma l'India contro ogni norma di diritto internazionale e marittimo li tratta alla stregua di delinquenti comuni.
Le tensioni diplomatiche tra Italia e India possono creare un pericoloso precedente. E mettere in crisi uno strumento di lotta alla pirateria. Stupisce non solo che ciò avvenga tra tre snodi strategici fondamentali per il commercio internazionale (ossia il Canale di Suez, lo Stretto di Hormuz e quello di Malacca), in cui dovrebbe essere garantita grazie alla cooperazione internazionale e nell'interesse collettivo una via di navigazione sicura, ma anche che - per convenienze politiche interne - a determinare una tale situazione sia l'India. Una nazione che tra gli emergenti Paesi Brics rappresenta un punto di riferimento - certo pieno di limiti e incongruenze - per l'intera comunità internazionale.
Per il momento, la situazione appare confusa e in divenire. Tuttavia, ci auguriamo che l'Italia faccia sentire con ancora più forza la propria voce, affinché per i nostri marò si apra una speranza e non un incubo. Inoltre, speriamo che lo Ius Gentium venga presto tratto in salvo da un sicuro naufragio.