Dopo
il drammatico attacco di Bengasi, in cui sono stati uccisi l’ambasciatore
americano Christopher Stevens e altri tre membri del corpo diplomatico
statunitense, tutti i media internazionali hanno raccontato il dilagare delle
proteste dal Nord Africa fino al Sud-Est del Pacifico, attraverso il Medio
Oriente e l’Asia Centrale, titolando con voce unanime «rivolta contro
l’Occidente». Questa scelta è sicuramente giusta, ma non aiuta a cogliere fino
in fondo le conseguenze dei tumultuosi disordini in molti Paesi islamici. Indirizzate
contro i simboli e le istituzioni della nostra civiltà, le violente
manifestazioni di questi giorni sono anche una rivolta contro il mondo arabo. [continua a leggere]
Despair is the fate of the realists who know something about sin, but nothing about redemption.Self-righteousness and irresponsibility is the fate of the idealists who know something about the good possibilities of life, but know nothing of our sinful corruption of it(Reinhold Niebuhr)
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martedì 18 settembre 2012
martedì 3 luglio 2012
L'Islam tra erodianesimo e zelotismo
Alla fine degli anni Venti, descrivendo la
reazione che il mondo islamico assume a seconda dei casi verso la diffusione di
alcuni elementi della civiltà occidentale, il
grande storico e internazionalista inglese Arnold Joseph Toynbee propone la dicotomia
concettuale formata dal tipo umano dello «Zelota» e dell’«Erodiano». Una
distinzione, quella tra i comportamenti dello «Zelota» e dell’«Erodiano», che
risulta utile anche oggi, proprio perché non solo riesce a cogliere in maniera semplice
ed efficace i diversi atteggiamenti di un mondo islamico assai frammentato nei
confronti dell’Occidente, ma anche e soprattutto aiuta a comprendere ciò che
sta avvenendo in Africa e in Medio Oriente. [continua a leggere]
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