Che cosa sono le civiltà (o le civilizzazioni)?
Nel corso dei secoli, molti autori hanno cercato di rispondere a questa domanda,
offrendo nelle loro riflessioni diverse definizioni di questo sfuggente
concetto (magari, senza nemmeno utilizzarlo esplicitamente). E, pur se è
rimasto assai spesso vacuo e indefinito, ciò non toglie che il suo fascino e la
sua importanza permangano ancora oggi invariati. (continua a leggere)
Despair is the fate of the realists who know something about sin, but nothing about redemption.Self-righteousness and irresponsibility is the fate of the idealists who know something about the good possibilities of life, but know nothing of our sinful corruption of it(Reinhold Niebuhr)
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mercoledì 2 maggio 2012
lunedì 5 marzo 2012
La crisi della civiltà europea secondo Johan Huizinga
Gli Stati continueranno a comportarsi in primo luogo e prevalentemente secondo il proprio interesse o quello che reputano tale, e la morale internazionale a mala pena li indurrà ad oltrepassare di un millimetro la linea di ciò che quest'interesse - cioè la paura della solidarietà internazionale - prescriverà loro. Ma quel millimetro è lo spazio dove stanno l'onore e la fiducia, ed è molto maggiore di alcune migliaia di miglia di volontà di potenza e di prepotenza. [...] Lo stato è un'entità che, data l'imperfezione delle cose umane, si reggerà su certe norme che non sono quelle di una morale sociale fondata sulla fiducia, e tanto meno sono quelle della fede cristiana. Ma tuttavia non gli sarà lecito perdere completamente di vista le norme della moralità, sia cristiana che sociale, sotto pena di perire in conseguenza della sua propria apostasia.
Johan Huizinga, In de schaduwen van morgen, H.T. Tjeenk Willink & Zoon, Haarlem 1935; trad. it. La crisi della civiltà, Einaudi, Torino 1962, pp. 99-100.
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